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La sterlina tiene nel caso Brexit, i possibili sviluppi

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 18/01/2019 - 13:13

Nel caos Brexit i mercati hanno cerchiato in rosso una nuova data: lunedì 21 gennaio, quando la premier britannica, Theresa May, sarà chiamata a presentare quello che viene definito il “piano B” su cui il Parlamento dovrà esprimersi il prossimo 29 gennaio. "Probabilmente la Premier sfrutterà questo tempo per cercare di ottenere qualche concessione dalla Unione Europea", suggeriscono gli strategist di Mps Capital Services.


E in questo scenario vengono monitorati i movimenti della sterlina che nelle ultime sedute, come sottolineano gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo, "sembra avere tratto beneficio dalla ampia bocciatura dell’accordo con l’UE, interpretata come un segnale che la Brexit dovrà essere rinviata". Da Intesa Sanpaolo aggiungono: "ci sono però molti ostacoli a uno scenario di ampia estensione del periodo negoziale (cioè oltre la convocazione del parlamento europeo), e inoltre ciò è possibile soltanto a fronte di sviluppi politici significativi".


La settimana che sta per volgere al termine è stata a dir poco densa di appuntamenti e sviluppi sul fronte Brexit. Nonostante la sonora e storica bocciatura a Westminster, che ha respinto la sua proposta sulla Brexit concordata con l'Unione europea, May ha superato il test della mozione di sfiducia, presentata contro il suo governo dal leader laburista Jeremy Corbyn. E ora? Secondo la view di Vasileios Gkionakis, PhD Global Head of FX Strategy Lombard Odier IM, "una proroga della scadenza dell’Articolo 50 (attualmente il 29 marzo) è molto probabile in quanto il tempo a disposizione è limitato. Il primo ministro May si consulterà con i leader di partito per elaborare una serie di proposte di modifica dell'accordo di WA da comunicare all'UE". Per l'esperto di Lombard Odier IM l'obiettivo è ora quello di concordare una serie di modifiche per aumentare le possibilità che in un successivo turno di votazioni (forse nelle prossime settimane) l'accordo di WA modificato ottenga un più ampio sostegno parlamentare.


Le possibili direzioni della sterlina
Lo scenario resta incerto. Ma la decisione di May di non dimettersi e la sua determinazione a proseguire i negoziati hanno offerto un certo conforto ai mercati. "Ciò è stato interpretato come un'ulteriore riduzione della probabilità di una Brexit disordinato e un aumento della probabilità che ci sarà infine un compromesso parlamentare britannico che porterà ad uno scenario di soft-Brexit", afferma Vasileios Gkionakis di Lombard Odier IM che, in linea con questi assunti, ribadisce una previsione rialzista a medio termine per la sterlina inglese.
L'esperto spiega: "Ci aspettiamo un graduale deprezzamento del premio di rischio in caso di uno scenario hard-Brexit, così come un repricing più elevato rispetto alla traiettoria dei tassi di interesse della BoE (in caso di soft Brexit)". Discorso a parte nel breve termine, con la valuta che rimarrà esposta al rischio politico e vulnerabile alle vendite ogni volta che si rialza, per cui Gkionakis indica oscillazioni comprese tra 1,26 e 1,30.


"La probabile proroga dell'Articolo 50 è fondamentalmente positiva per la sterlina, ma suggerisce che attraverseremo un periodo di negoziati e di incertezza più lungo del previsto - afferma ancora lo strategist -. Di conseguenza, abbiamo ridotto la nostra previsione del primo trimestre 2019 sul cambio sterlina-dollaro a 1,32 da 1,35, e la nostra previsione del secondo trimestre 2019 a 1,35 da 1,37. Il nostro target di fine anno rimane invariato a 1,37 nello scenario di un eventuale accordo soft Brexit". E infine nello scenario (molto improbabile) in cui non si trovi un accordo sulla Brexit, le aspetattive sono di un cambio sterlina-dollaro che venga scambiato a circa 1,15 in quanto il mercato si apprezzerebbe a fronte di un possibile collasso dell'economia britannica. Il tasso di cambio tra euro e sterlina varrebbe scambiato quasi a parità.