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Forex: la nottataccia di Wall Street pesa sulle commodity currency, acquisti su yen e franco svizzero  

Inviato da Alessio Trappolini il Mar, 06/02/2018 - 12:29

La nottataccia di Wall Street non ha lasciato indenne neanche il mercato delle valute. Il clima di forte avversione al rischio nei mercati ha alimentato l’apprezzamento del dollaro americano su tutte le principali divise, ma a risentire maggiormente della performance negativa dei listini azionari sono state le valute emergenti, con flussi di vendita su rublo russo, real brasiliano e peso messicano.


L’Ufficio Studi di MPS Capital Service fa notare che anche il Bitcoin ha registrato un calo sensibile, avvicinandosi ai 6000 dollari, “con Draghi che ha dichiarato di considerarlo come un asset molto rischioso”, hanno scritto gli esperti. Forti acquisti rifugio, invece, sullo yen con il cross UsdJpy che scambia in prossimità di 109 questa mattina.


Commodity Currency


Il comparto che ha maggiormente risentito dell’apprezzamento del dollaro è stato quello delle commodity currency. Tra le peggiori troviamo il dollaro australiano ed il real brasiliano, con quest’ultimo che “sta risentendo dell’incertezza politica interna relativa al passaggio in Parlamento della riforma pensionistica voluta dal premier Michel Temer”, si legge nella nota di mercato odierna di MPS Capital Service.


A tal proposito ricordiamo che il 7 ottobre prossimo il popolo brasiliano sarà chiamato ad eleggere il nuovo presidente e il responso è tutt’altro che scontato.


 


Valute rifugio


Tra le poche valute che si sono apprezzate contro il dollaro oltre allo yen troviamo il franco svizzero. MPS Capital Service scrive, “in un clima di risk-off sui mercati probabilmente la valuta svizzera ha beneficiato di flussi in acquisto in ottica di bene rifugio”.


Durante la settimana, ad aumentare la volatilità sul cambio hanno contribuito alcuni rumor su un possibile intervento della Banca centrale svizzera (SNB) per frenare l’apprezzamento del franco. Dall’’Istituto centrale però non è giunta alcuna conferma in tal senso. Così il forecaster senese:



“Manteniamo, l’idea che nel corso del 2018 il cambio possa avvicinarsi nuovamente alla soglia di 1,20, che rappresentava il livello floor fissato dalla SNB nel 2011 e successivamente abbandonato a gennaio 2015”.