notizie top forex

Forex: Eur/Usd e i rischi politici legati a Italia e Brexit

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 04/02/2019 - 15:28

La settimana inizia con il dollaro in leggero rialzo, dopo essersi messo in luce venerdì scorso in scia alle indicazioni arrivate dal mercato del lavoro americano per il mese di gennaio. Il Dollar Index sale dello 0,18% a 95,75, mentre il cambio euro/dollaro cede lo 0,06% a 1.1445. 


"La settimana si è chiusa con un lieve apprezzamento dell’indice del dollaro sulla scia dell’employment report americano di gennaio, che è risultato più forte delle attese nonostante l’effetto dello shutdown - scrivono da Intesa Sanpaolo -. I dati di gennaio sono davvero solidi, e segnalano che l’espansione prosegue a ritmi sostenuti nonostante tutti i venti contrari citati da Powell nella conferenza stampa di fine gennaio".
Secondo gli esperti i prossimi tre-quattro mesi, con tutti gli appuntamenti politici in arrivo (commercio Usa-Cina, nuovo accordo sulle leggi di spesa, limite del debito) manterranno elevata l’incertezza, ma alla fine della primavera lo scenario macroeconomico americano potrebbe essere migliore di quanto teme ora il mercato.


Nell'ultima l'edizione di febbraio di Ubs House View – Investor's guide, nel capitolo dedicato alle valute e in particolate al cambio euro/dollaro, si legge così: "La dinamica dell’economia statunitense è rallentata e la Fed ha disattivato il pilota automatico con cui effettuava un rialzo dei tassi al trimestre, preferendo subordinare le decisioni future all’andamento dai dati economici. Il dollaro ha reagito perdendo terreno e ora si attesta su livelli meno sopravvalutati. I mercati continueranno a monitorare l’andamento dell’economia europea e i rischi politici legati all’Italia e alla Brexit, che a breve termine potrebbero penalizzare la moneta unica. Ci sembra comunque piuttosto probabile che l’euro metta a segno un recupero. Manteniamo invariata la nostra previsione di 1,15 a sei mesi".


Guardando più in generale al panorama forex, Ubs House View segnala: "Avviamo un sovrappeso sulla corona norvegese rispetto al franco svizzero, alla luce dell’andamento divergente dell’economia e delle politiche monetarie di Svizzera e Norvegia. Ci aspettiamo che la Norges Bank continui ad alzare i tassi d’interesse, mentre la Banca nazionale svizzera (BNS) dovrebbe attendere il primo rialzo della Banca centrale europea (Bce)". Gli esperti della banca svizzera sovrappesano il dollaro canadese rispetto al dollaro australiano, e si attendono che "l'apprezzamento del greggio e la ripresa dell’economia canadese permettano alla Bank of Canada di alzare i tassi d’interesse", mentre "l'Australia deve invece affrontare varie sfide, tra cui il ribasso del mercato immobiliare e il calo dei prestiti bancari; è quindi probabile che la Reserve Bank of Australia (RBA) lasci invariati i tassi fino al 2020".