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Forex: euro si riaccende su parole Villeroy (Bce), la fine del QE si avvicina

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 14/05/2018 - 12:29

"La fine degli acquisti di asset (ovvero del Quantitative easing) sta per arrivare, e se sarà a settembre o a dicembre non è un interrogativo esistenziale". A dirlo Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia e membro del Consiglio direttivo della Bce. Dichiarazioni che stanno avendo ripercussioni sul mercato forex, con il cambio euro/dollaro che è in rafforzamento: il cross valuta unica/biglietto verde punta ora verso quota 1,20 (+0,3% a 1,1977).


Riguardo a quello che "sarà il primo rialzo dei tassi, potremmo dare una ulteriore guidance sul timing", ha precisato il banchiere, facendo poi un'importante precisazione. La frase 'ben oltre' ribadita dallo stesso Mario Draghi, nel momento in cui ha affermato che i tassi di interesse rimarranno ai livelli attuali "ben oltre la fine del QE", deve essere letta come 'ben oltre qualche trimestre' e non come 'ben oltre qualche anno". La prossima riunione del consiglio direttivo della Bce è in programma giovedì 14 giugno. Come di consueto, alle 14.30 prenderà il via la conferenza del presidente Mario Draghi.


Il recente rafforzamento del dollaro
Nell'ultimo periodo sul mercato forex non si è fatto che parlare del rafforzamento del dollaro, una fase che è durata da metà aprile alla prima decade di maggio. Secondo l'analisi di Alessandro Balsotti, Jci Capital Limited, questa fase "ha preso in contropiede molti investitori e ha conseguentemente visto un’accelerazione al momento della rottura dei significativi livelli tecnici situati, se consideriamo il cross euro/dollaro come principale cambio monitorato, tra 1,21 e 1,20". Per Balsotti "si è trattato di una fase di correzione all’interno di un trend pluriennale di indebolimento del dollaro iniziato circa 18 mesi fa, tuttora valido. Se questa correzione abbia ancora spazio o sia terminata è un’interessante domanda da porsi anche in ottica cross-asset".


Il dollaro in rafforzamento rappresenta, in questa fase, un ingranaggio importante per l’avverarsi di scenari più negativi per gli asset rischiosi (mercati azionari e, soprattutto, mercati e valute emergenti). "Il primo indizio che la stabilizzazione delle ultime 2-3 sessioni possa trasformarsi in un ritorno ad un regime ribassista per il biglietto verde sarebbe rappresentato dalla riconquista di supporti tecnici rilevanti", afferma ancora l'esperto, secondo il quale "il più vicino è rappresentato dall’area 1,2-1,203 che non è stata più recuperata, neanche grazie ad un rapporto sull’occupazione particolarmente ‘morbido’ una decina di giorni fa. Presumibilmente più importante per i rialzisti (di EUR/USD) sarà riuscire a chiudere sopra quell’area tra 1,208 e 1,216 che ha rappresentato un pivot importante anche durante i tentativi di salita del cross negli ultimi mesi del 2017".