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Forex: avversione al rischio premia yen, euro attorno a $1,13. Sterlina sconta rumor addio May

Inviato da Laura Naka Antonelli il Lun, 25/03/2019 - 08:07

L'avversione al rischio scatenata dai timori di recessione globale ha alimentato nelle contrattazioni dei mercati asiatici gli acquisti sullo yen, valuta rifugio per eccellenza insieme al franco svizzero.

Il sentiment negativo è tornato sui mercati lo scorso venerdì, con l'inversione della curva dei rendimenti misurata dallo spread tra i tassi dei Treasuries Usa a tre mesi e quelli a 10 anni, che si è verificata per la prima volta dal 2007. Di norma, l'inversione della curva dei rendimenti precede l'arrivo della recessione.

Lo yen è salito così dello 0,15%, fino a 109,79 nei confronti del dollaro, dopo essere balzato fino a 109,70, al record delle ultime sette settimane nei confronti del biglietto verde, ovvero dall'8 febbraio scorso.

La valuta giapponese è salita inoltre fino a 124,035 nei confronti dell'euro e a 77,72 verso il dollaro australiano.

Al momento, alle 7.55 ora italiana, il dollaro-yen è piatto a JPY 109,92; euro-yen -0,02% a JPY 124,22. L'euro avanza inoltre nei confronti del franco svizzero +0,12% a CHF 1,1241, così come nei confronti della sterlina, facendo +0,26% a GBP 0,8581.

Il dollaro avanza anch'esso nei confronti del franco svizzero, segnando +0,12% a CHF 0,9948.

Il rapporto euro-dollaro è piatto attorno a $1,13, dopo aver perso lo 0,7% lo scorso venerdì, sulla scia del dato negativo relativo al Pmi manifatturiero della Germania. Nel mese di marzo, l'indice Pmi manifatturiero tedesco si è attestato a 44,7 punti, evidenziando una pesante flessione dai 47,6 punti del mese precedente. Si tratta dei minimi degli ultimi 6 anni e mezzo (agosto 2012).

Sterlina in calo sul dollaro dello 0,26% a $1,3176. Nuovi rumor indicano come la premier Theresa May faccia fronte a sempre più pressioni per rassegnare le dimissioni, a causa della gestione caotica della Brexit.

In un meeting di emergenza, i Brexiteers hanno sottolineato che, se desidera che la proposta sulla Brexit concordata lo scorso novembre con Bruxelles venga approvata da Westminster, la premier May deve indicare una data chiara in cui rassegnerà le proprie dimissioni. Questo, al fine di permettere a un altro leader di gestire le future relazioni del Regno Unito con l'Unione europea.