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Euro/yen, un 2019 a due velocità: il recupero visto nella seconda parte dell'anno

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 08/04/2019 - 10:27

Euro/yen atteso in recupero nella seconda parte dell'anno. Questa la prospettiva indicata dagli esperti di Mps Capital Services che indicano per trimestre in corso un vento contrario alla valuta unica rappresentato dalla minaccia di dazi sul settore auto da parte del Presidente Trump. Questa mattina prevale la debolezza on il cambio euro/yen che cede lo 0,08% a 125,22.


Il contesto
Bisogna fare un passo indietro. Il rallentamento economico di cui si parla molto non ha risparmiato neanche il Giappone, tanto che la Bank of Japan (BoJ) si è detta pronta ad effettuare ulteriori allentamenti monetari se necessario. Gli esperti sottolineano, in particolare, che anche a livello macroeconomico alcuni dati, come quelli anticipatori (Tankan e PMI), indicano una certa debolezza anche nel secondo trimestre e tale trend, a differenza di quanto atteso in area euro, potrebbe continuare nella seconda parte dell’anno quando è atteso l’aumento dell’Iva. L'intenzione del Governo nipponico è quella di innalzare l’Iva a ottobre, portandola dall’8% al 10% il prossimo ottobre. Una manovra del genere era andata in scena cinque anni fa (aprile 2014): l'aumento dell’Iva pari a 3 punti percentuali ha portato in dote una forte contrazione dei consumi, gettando il paese in recessione con conseguente deprezzamento dello yen.


Le prospettive
"Il cambio Eur/Jpy nel corso di questo secondo trimestre potrebbe spingersi verso i minimi di inizio anno - stimano da Mps Capital Services -. Successivamente, con la risoluzione (anche parziale) delle questioni politiche sopra citate ed una percezione di miglioramento economico dovrebbero portare ad un rialzo delle quotazioni verso area 130 - affermano gli esperti -. Infine, un’attenzione particolare va posta a fine anno/inizio 2020 in considerazione dei possibili effetti negativi sulla dell’Iva di ottobre. Qualora infatti il governo nipponico non riuscisse ad arginarne gli effetti secondari sui consumi, l'indebolimento dello yen potrebbe farsi ancora più robusto".

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