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Euro/dollaro ancora debole in area 1,13$, i fattori che stanno dettando il 'ritmo lento'

Inviato da Daniela La Cava il Ven, 08/02/2019 - 11:24

La fase di debolezza dell'euro nei confronti del dollaro prosegue. Si tratta della quinta sessione consecutiva in cui la moneta unica si mostra debole contro il biglietto verde. Questa mattina il cambio euro/dollaro che si mantiene sopra quota 1,13, mostrando una flessione dello 0,08% a 1,1330.


Una serie di fattori stanno pesando sull'andamento della moneta di eurolandia che stazione nei pressi dei minimi da due settimane, tra cui le stime della Commissione europea diffuse ieri che ha confermato il rallentamento in atto nell’eurozona abbassando all’1,3% le previsioni di crescita per il 2019 e rivedendo al ribasso le stime di Pil in particolare di Germania e Italia. "Il calendario 'leggero' di oggi non dovrebbe favorire ulteriori affondi anche se l’euro rimane in una fase di debolezza evidente rispetto al dollaro", osservano gli esperti dell'ufficio studi di Intesa Sanpaolo.


Commentando l'andamento dell'euro, Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades, scrive: "Il taglio delle previsioni di crescita della zona euro, così come i dati di produzione deludenti delle principali economie, la Brexit e l'instabilità politica persistente, stanno pesando sulla moneta unica". Se ciò non bastasse, aggiunge l'esperto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha creato più incertezza sulla risoluzione del conflitto commerciale con la Cina dicendo che un incontro con il presidente cinese Xi Jinping è improbabile prima della fine dell'attuale tregua tariffaria tra le due economie più grandi al mondo. Con una mossa che ha guidato gli investitori verso i beni rifugio, le parole di Trump si sono aggiunte ai venti contrari per l’euro e ha creato ulteriori rischi al ribasso per la moneta unica.


Tra i dati macro odierni per la zona euro, delude le attese la produzione industriale in Italia che ha segnato a dicembre un calo dello 0,8% rispetto al mese precedente. Gli analisti che si aspettavano un aumento dello 0,4% dopo che già a novembre si era assistito a un -1,4 per cento. Su base annua, quindi nei confronti di dicembre 2017, la produzione industriale italiana è scesa del 5,5% (consensus -3%). "I dati sull'industria, i peggiori dal 2012, ci dicono che il Paese si sta avvitando a una pericolosa spirale di recessione", sottolinea il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrrara, commentando i dati dell'Istat relativi all'industria.