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Euro sotto osservazione dopo Bce. Draghi ammette rischi al ribasso, nessun Tltro (per ora)

Inviato da Daniela La Cava il Gio, 24/01/2019 - 16:41

La Banca centrale europea (Bce) ha confermato l’attuale politica monetaria (con i tassi invariati ai minimi storici), assicurando che non verrà apportata nessuna modifica all’attuale livello di tassi d’interesse almeno fino all’estate 2019. Nel corso della conferenza stampa il presidente Mario Draghi ha però ammesso che i rischi sull’economia non sono più bilanciati, ma al ribasso, come dimostra il trend più debole dell’economia. In particolare, Mario Draghi ha citato alcuni fattori che stanno pesando sull'economia della zona euro tra cui la questione commerciale tra Usa e Cina, il rallentamento della seconda economia mondiale, le incertezze legate alla Brexit.
Per quanto riguarda il programma Tltro (finanziamenti a banche Eurozona a tassi agevolati), Draghi ha dichiarato che è stato citato nella riunione del consiglio direttivo", ma "nessuna decisione è stata presa". Allo stesso tempo Draghi ha sottolineato che tale strumento è stato molto efficace in passato.
Dopo le prime dichiarazioni di Draghi, l'euro si è indebolito nei confronti del dollaro, scendendo fino a $1,1308, al valore più basso in oltre un mese, dal 17 dicembre scorso. La valuta unica ha poi recuperato terreno, con il cambio euro/dollaro che tratta in area 1,1370.


I commenti
"La Bce ha deciso di prendere tempo per valutare meglio le condizioni economiche e decidere sul da farsi - sottolineano gli esperti di Mps Capital Services -. Visti i segnali di rallentamento giunti anche stamattina dagli indici PMI, riteniamo molto probabile che a marzo possa venir annunciata una nuova operazione di rifinanziamento a lungo termine, in concomitanza con la pubblicazione delle nuove stime di crescita e inflazione che a nostro avviso verranno riviste al ribasso".


“Se da un lato possiamo ancora considerare valide le prospettive a medio termine leggermente superiori al potenziale, dall’altro, i rischi di downside nel breve periodo, dalla Brexit alla volatilità dei mercati finanziari, sono stati oggetto di discussione - argomenta Antoine Lesné, responsabile strategia e ricerca EMEA di SPDR ETFs -. Per il momento, la Bce non sembra avere fretta di modificare la propria linea, ma le opportunità per normalizzare la politica monetaria potrebbe esaurirsi rapidamente. La Bce ha a disposizione altri strumenti per far sì che l’inflazione core raggiunga nuovamente livelli più elevati, intorno allo 0,9% - 1%. Ci aspettiamo che l'euro si indebolisca ulteriormente e che i rendimenti sovrani core rimangano nel range basso visto di recente, prima di assistere a notizie più positive su altri fronti globali".