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Euro buca quota $1,19 dopo elezioni Germania. Inizio di una correzione significativa? Outlook Credit Agricole, UBS e SEB

Inviato da Laura Naka Antonelli il Lun, 25/09/2017 - 12:43

Si intensifica il sell off sull'euro che sconta il successo del partito di estrema destra Alternative for Deutschland nell'ultima tornata elettorale tedesca bucando la soglia di $1,19.


Sui mercati c'è tensione: Angela Merkel si è aggiudicata il quarto mandato per governare il paese, ma il suo partito ha raccolto i consensi più bassi dal 1949. La Grosse Koalition con i socialdemocratici appare finita, anche se qualche analista ritiene che l'SpD potrebbe anche ripensarci e dire sì a Merkel.


Per ora lo scenario che appare più probabile è quello della coalizione Giamaica (ovvero di un'alleanza tra i cristiano democratici di Merkel, i liberali di FdP (che tornano in Parlamento) e i Verdi, i cui colori formano quelli della bandiera giamaicana.


In ogni caso, la formazione di una qualsiasi formazione, inclusa quella Giamaica, potrebbe richiedere anche un tempo di tre-sei mesi, tanto che c'è qualcuno che ritiene che la Germania non avrà un nuovo governo prima del 2018. Una situazione di incertezza, accompagnata dal boom del partito di estrema destra, che riporta lo spettro del populismo in Europa e che fa la sua prima vittima nel simbolo dell'area stessa: l'euro.


Già nelle contrattazioni asiatiche, l'euro era sceso fino a $1,1906. Ma, come aveva fatto notare lo strategist di Credit Agricole, Valentin Marinov, "il forex presenta una liquidità inferiore nelle prime ore delle contrattazioni asiatiche e il movimento dei prezzi potrebbe essere solo l'inizio di una correzione più significativa nei cambi dell'euro verso la fine della giornata".


E di fatto con l'apertura dei mercati in Europa l'euro ha subìto una forte accelerazione ribassista: un trend che potrebbe durare e interessare tutti i rapporti di cambio con l'euro "visto che gli investitori avevano sperato su una sconfitta più decisiva del partito anti-euro (l'Afd) prima delle elezioni italiane all'inizio del 2018". Detto questo, ogni qualsiasi calo dell'euro potebbe rimanere un'opportunità di acquisto in vista dei prossimi dati sull'inflazione, attesi per la prossima settimana, e il meeting della Bce di ottobre". 


In ogni caso, il rinfocolarsi dei timori potrebbe avvantaggiare le valute cosiddette rifugio, in particolare secondo Maximilian Kunkel, responsabile della divisione investimenti per la Germania di UBS Wealth Management, il franco svizzero potrebbe confermarsi tra le valute vincenti dopo le elezioni tedesche, anche perchè "il franco svizzero ha esteso il suo trend ribassista nei confronti dell'euro, il che significa che un suo rafforzamento è atteso, con gli investitori che capiranno che l'Europa fa ancora fronte a problemi strutturali che non sono stati ancora affrontati dai leader principali".


Sempre intervistato da Bloomberg Thomas Thygesen, strategist della divisione di cross-asset di SEB, afferma che l'esito del voto tedesco conferma "le nostre attese di una pausa dell'euro attorno a $1,20 e probabilmente di un ulteriore ritracciamento del 2% nel corso dell'autunno".  Il fatto che "l'AfD abbia superato la soglia del 10% lascia pensare che la posta in palio è alta: significa che la Germania potrebbe apparire meno stabile, politicamente, tra qualche anno, soprattutto se le attese di chi crede nel progetto europeo saranno disattese".


Marinov sottolinea che il risultato delle elezionio tedesche potrebbe anche beneficiare oltre al franco (che si è indebolito dell'8% circa nei confronti dell'euro nel 2017), anche i Bund tedeschi a 10 anni.