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Beni rifugio snobbati (per ora) dagli investitori: la debolezza del franco svizzero è destinata a proseguire?

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 24/04/2019 - 09:44

Prosegue la fase di debolezza del franco svizzero, in uno scenario in cui Wall Street ha segnato nuovi massimi, spingendo così gli investitori ad allontanarsi dai cosiddetti beni rifugio come appunto la valuta elvetica. Ieri il cambio euro/franco svizzero ha toccato un massimo di giornata a 1,1471 prima di correggere verso 1,1426, e adesso tratta a 1,438 (-0,09%).


Una debolezza accolta con favore dalla Banca nazionale svizzera (Bns), che nell'ultimo rapporto presentato a fine marzo sul fronte del cambio scriveva: "Nel complesso il franco ha tuttora una valutazione elevata e la situazione sul mercato dei cambi permane fragile". A spianare la strada alle vendite avevano contribuito di recente anche le dichiarazioni del governatore della Bns, Thomas Jordan, che si era detto pronto a intervenire qualora le condizioni dovessero peggiorare.


Ma quali sono le prosepttive nel breve termine? Secondo gli strategist di Mps Capital Services, nel breve periodo la fase rialzista del cambio EurChf potrebbe interrompersi man mano che ci avviciniamo alla resistenza in area 1,15. "Da qui a fine anno, riteniamo probabile - indicano gli esperti - un movimento laterale tra 1,12 e 1,15 considerato che permangono ancora dei rischi legati all’Eurozona che potrebbe portare gli investitori ad un atteggiamento più “difensivo” che favorirebbe il franco". Certo, secondo Mps Capital Services, "qualsiasi movimento al ribasso del cambio è da considerarsi temporaneo, dato che le parole di Jordan mettono, in via indiretta, un floor in area 1,12".